PREMOSELLO-CHIOVENDA – 11-7-2026 -- L'emergenza è ancora in corso, ma la Regione Piemonte guarda già alle conseguenze ambientali lasciate dall'incendio che ha devastato i boschi di Premosello-Chiovenda. Sono andati in fumo 226 ettari di superficie forestale, con la distruzione di vaste aree di querceti, faggete e boschi pionieri.
Secondo il primo bilancio regionale, l'intera emergenza incendi in Piemonte ha interessato tra gli
800 e i 900 ettari di territorio e ha provocato la perdita di circa 700 mila alberi, con pesanti ripercussioni sulla biodiversità. Oltre alla vegetazione, sono stati compromessi gli habitat della fauna selvatica, dagli insetti impollinatori agli uccelli nidificanti, fino ai grandi mammiferi costretti a spostarsi verso aree più antropizzate.
Per la natura i tempi di recupero saranno lunghi. Le prime specie erbacee e arbustive potranno ricomparire nell'arco di due-cinque anni, mentre per la formazione di un nuovo bosco saranno necessari almeno 15-20 anni. Per rivedere ecosistemi maturi come quelli andati distrutti a Premosello serviranno invece oltre 50-70 anni.
La Regione Piemonte ha annunciato che, una volta conclusa l'emergenza e quando le condizioni del terreno lo consentiranno, saranno avviati gli interventi di ripristino forestale. Prima di procedere con nuove piantumazioni sarà però valutata la capacità di rigenerazione naturale del bosco, così da intervenire solo dove sarà realmente necessario.









